Per il terzo anno consecutivo gli studenti dell’Università di Padova al Festival “Meraki” di Lione con TOP Teatri Off Padova. 

Per il terzo anno consecutivo gli studenti dell’Università di Padova al Festival “Meraki” di Lione con TOP Teatri Off Padova.

“Si amano alla follia”. Come si potrebbe descrivere diversamente l’amore profondo che unisce Orfeo ed Euridice nel mito antico? Oggi, tuttavia, questo modo di dire viene interpretato nel senso letterale e si presenta sotto la forma di un legame che diventa patologico. Affronta questo tema la performance “Ma poésie pour un cheval!”, diretta dal regista Pierantonio Rizzato di TOP-Teatri Off Padova e del Teatro Popolare di Ricerca-CUT e interpretata da 14 giovani del Dipartimento di Studi linguistici e letterari dell’Università degli studi di Padova. Nello specifico, lo spettacolo è il frutto del “Laboratorio di teatro in lingue dell’Europa centrale e del sud-est europeo”, condotto dallo stesso Rizzato.

Nei giorni scorsi gli studenti del laboratorio sono volati in Francia per partecipare al Festival Internazionale dei Teatri universitari di Lione “Meraki”, in occasione del quale giovedì 22 maggio hanno messo in scena il loro spettacolo presso l’Auditorium Malraux dell’Università Jean Moulin Lyon 3. Si tratta della terza partecipazione consecutiva al festival: lo scorso anno il gruppo guidato da Rizzato,  aveva portato a Lione l’opera “Grandeur et décadence d’Œdipe le bourgeois”, mentre nel 2023 la performance “Ribelli e sconfitti” aveva conquistato il palco del TNP, il Théâtre National Populaire de Villeurbanne, uno dei luoghi più importanti per il teatro francese ed europeo.

Giunto al quinto anno di attività, il laboratorio si propone di valorizzare le lingue e le culture dell’Europa centrale e sud-orientale attraverso il teatro e nasce dalla collaborazione attiva tra Rizzato, i giovani partecipanti e diversi docenti dell’ateneo padovano.

Negli scorsi mesi gli studenti hanno lavorato a uno spettacolo plurilingue – otto in tutto: bielorusso, ceco, croato, greco, rumeno, ucraino ed ungherese con sottotitoli in francese – scritto dal nostro Pierantonio. Unendo la rilettura moderna del mito proposta da Jean Anouilh nella sua “Eurydice” e quella di Jean Cocteau nel suo “Orphée”, la performance mette in scena il turbamento del rapporto di una coppia all’apparenza ideale, provocato dalla lenta e progressiva usura della relazione. Il quotidiano soffoca l’intensità del sentimento, e i protagonisti cercano vie di fuga dalla realtà, che li conducono inesorabilmente verso la follia.

In questa nuova dimensione, in cui i legami logici sono completamente spezzati, i personaggi comunicano tra loro attraverso più lingue: le basi della razionalità crollano.