
Sabato 7 novembre ore 21.00
Lo sciopero delle bambine
LO SCIOPERO DELLE BAMBINE - l'eroicomica impresa del 1902
Giugno 1902. Il centro di Milano è attraversato da un corteo di giovanissime apprendiste-sarte che marcia verso la Camera del Lavoro.
Sono le cosiddette “piscinine”, che in dialetto meneghino significa, appunto, “piccoline”. Sono tutte bambine, hanno tra i sei e i tredici anni, lavorano in ambienti insalubri e senza diritti, sfruttate e sottopagate, eppure trovano la forza di scioperare e, per cinque giorni, fermano l’industria della moda della città. La loro protesta attira attenzione e curiosità, scherno da parte dei giornali e dei padroni, sostegno da parte di intellettuali socialiste e femministe, come Anna Kuliscioff.
A raccontare questa storia dimenticata sono due piccioni, due creature che abitano “le piazze” e che, nelle loro parole, rispecchiano il nostro sguardo contemporaneo, troppo spesso stanco e disilluso davanti alle sfide della storia. Mentre osservano la protesta delle più minuscole operaie, essi creano un carillon filosofico e rarefatto, che lascia spazio alle nostre domande.
Una narrazione arguta e ironica per ricordare una protesta che ha cambiato il corso della storia e della consapevolezza collettiva del lavoro femminile e infantile.
con Rita Pelusio e Rossana Mola
regia Enrico Messina, testi e drammaturgia Domenico Ferrari, Rita Pelusio ed Enrico Messina
produzione PEM Habitat Teatrali e Anna Marcato, con il sostegno di Fondazione Trivulzio di Melzo
in collaborazione con Unione femminile nazionale e Archivio del Lavoro
https://oooh.events/evento/1lo-sciopero-delle-bambine-leroicomica-impresa-del-1902-biglietti/

Sabato 14 novembre ore 21.00
L'impresa di Essere Umani
Due attori in scena, una partitura musicale eseguita dal vivo e una drammaturgia costruita a partire da storie vere, uno spettacolo che nasce dall'ascolto: cooperative sociali, cooperative di produzione, imprenditori, operatori, soci fondatori, educatori e lavoratori hanno raccontato esperienze, dubbi, successi, fallimenti, intuizioni, tutte testimonianze diventate teatro attraverso l’attento processo di scrittura di Loris Contarini e Gianni Bozza. Ne sono emersi personaggi, monologhi e dialoghi che, hanno conservato la verità emotiva delle voci originali, pur assumendo una forma poetica e scenica autonoma. Ogni quadro è introdotto da una poesia (Gianni Rodari, Jorge Luis Borges, Edoardo Sanguineti e altri autori) che non svolge una funzione didascalica, ma diventa la soglia simbolica attraverso cui entrare nelle storie: una metafora che amplia lo sguardo e conduce il racconto dal particolare all'universale.
Lo spettacolo nasce dalla collaborazione con Confcooperative Padova e Confcooperative Federsolidarietà Veneto
che con grande spirito di partecipazione hanno messo a disposizione i contatti e le profonde conoscenze del mondo imprenditoriale cooperativo.
con Gianni Bozza, Loris Contarini
testo e drammaturgia di Loris Contarini e Gianni Bozza, musiche dal vivo di e con Paolo Valentini
una nuova produzione TOP Teatri Off Padova in collaborazione con
Confcooperative Padova e Confcooperative Federsolidarietà Veneto
https://oooh.events/evento/limpresa-di-essere-umani-biglietti/

Sabato 21 novembre ore 21.00
Lo Spazio Neutro - Il Racconto delle Stanze
“Lo Spazio Neutro – il racconto delle stanze” (testo teatrale pubblicato da BIMED edizioni https://www.bimed.net ) può essere messo in scena sia in spazi convenzionali che non convenzionali, e in differenti modalità (una, due, tre voci), a seconda delle esigenze e delle disponibilità della committenza. Le questioni e le domande che la storia veicola e pone sono rivolte a chi desidera conoscere più approfonditamente questo servizio e la sua storia, così come agli addetti ai lavori (assistenti sociali, neuropsichiatri infantili, psicologi, psicoterapeuti, educatori, giudici, avvocati, curatori speciali dei minori, consulenti tecnici d’ufficio e di parte, dirigenti, assessori ecc.). L’obiettivo che si prefigge è duplice: divulgativo e generativo. Se da una parte il testo contestualizza storicamente questo specifico servizio lasciandone intravedere la metodologia che lo muove e lo anima, dall’altra si ripropone di generare una riflessione a lungo raggio sul particolare, delicato e sempre più scottante tema del ‘best interest of the child’ a partire proprio dalla nodale questione del ‘diritto di visita e di relazione tra figli/e e genitori’ e di quello, più generale, relativo allo stato dell’arte del nostro attuale, e sempre più precario, sistema di Welfare, nella sua duplice accezione di Stato Sociale e di Diritto.
con Francesco Diletti, Ualentina Cova
testo e drammaturgia Francesco Viletti, supervisione tecnico-giuridica: Paola Dallanegra
regia Francesco Viletti, Valentina Cova
produzione Scarpano Teatro e Metodi Attivi
https://oooh.events/evento/lo-spazio-neutro-il-racconto-delle-stanze-biglietti/

Sabato 28 novembre ore 21.00
L'Era degli Scarti
tratto da “L’era degli scarti. Cronache dal Wasteocene, la discarica globale” di Marco Armiero
Due esseri umani. Un luogo che forse non è più un luogo. Un tempo sospeso, nel quale qualcosa sembra essere già accaduto. In un’atmosfera surreale, rarefatta, quasi post-apocalittica, due figure dialogano, aspettano, ricordano, discutono. Non “aspettano Godot”, che forse è già passato senza portare nulla di nuovo, ma in un clima beckettiano si provocano, si contraddicono, scherzano. Solo lentamente comprendiamo che quel dialogo apparentemente impossibile sta avvenendo tra due esseri di cui uno è solo un’entità irreale, un trapassato, un fantasma.
A partire dalle riflessioni e dalle storie raccolte da Marco Armiero ne L’era degli scarti, lo spettacolo attraversa il nostro tempo e le sue contraddizioni: una società capace di produrre incessantemente merci, desideri, consumo e, insieme, quantità sempre maggiori di scarti. Scarti che non sono soltanto oggetti e rifiuti, ma territori, comunità, corpi, vite. Il Wasteocene evocato da Armiero diventa così materia teatrale, senza trasformarsi in una lezione o in un racconto didascalico. I temi ambientali emergono dal confronto fra i due personaggi, dalle loro ironie, dalle battute, dagli assurdi quotidiani di un mondo che sembra aver accettato come normale ciò che normale non è. Dentro questa dimensione sospesa irrompe però, a tratti, la realtà. Voci registrate, testimonianze autentiche di persone e comunità che hanno vissuto sulla propria pelle le conseguenze dei disastri ambientali prodotti dall’uomo interrompono il gioco teatrale e aprono improvvise fratture nel racconto. Alla leggerezza e al paradosso si contrappone così la concretezza delle vite, dei luoghi e delle ferite reali.
In una società che produce continuamente scarti, resta infine una domanda: che cosa accade quando a essere scartati non sono più soltanto gli oggetti, ma gli esseri umani stessi?
con Erica Taffara e Pierantonio Rizzato
musiche Paolo Valentini
regia Erica Taffara e Pierantonio Rizzato
una nuova produzione Talea Teatro in collaborazione con TPR Teatro Popolare di Ricerca di Padova