La cooperativa Alambicco, giunta al suo trentesimo anniversario, ha deciso di festeggiare non con un evento scandito da discorsi e tavole rotonde, ma con una serata fatta di storie di cooperazione. Quattro brevi racconti costruiti da TOP Teatri Off Padova, che saranno interpretati venerdì 30 ottobre alle 20.30 presso il Teatro Goldoni di Bagnoli di Sopra da Loris Contarini e Gianni Bozza, accompagnati dalla musica dal vivo del maestro Paolo Valentini.
Alambicco è una coop sociale che dal 1996 opera a Conselve (Padova) per migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità del territorio, realizzando servizi sociosanitari, educativi-abilitativi e di cura presso i centri diurni e le comunità alloggio di proprietà. Tre decenni di impegno quotidiano in cui la missione di Alambicco non è mai cambiata: coltivare l’inclusione, valorizzare le abilità e le aspirazioni di ciascuno e tessere legami di fiducia con le famiglie, le istituzioni e le comunità locali.
E di questi valori, tra cooperazione, crescita e fragilità, si parla nelle storie che animeranno la serata: performance-reading costruiti da TOP a partire da un lavoro di raccolta di testimonianze e dialogo con alcune realtà della cooperazione sociale padovana del sistema di Confcooperative Padova e Federsolidarietà Veneto.
“Mi saria” (Io sarei). Introdotto dalla poesia “Il maestro giusto” di Gianni Rodari, il brano racconta la storia di un fondatore alla ricerca della propria identità: tante vite possibili che si ricompongono in una sola scelta, quella della cooperazione. Perché il proprio posto, a volte, si trova costruendo un “noi”.
“Una cassetta di orgoglio”. Aperto da alcuni versi dell’autore argentino Jorge Luis Borges, il racconto segue Giacomino, un piccolo viticoltore che porta alla cooperativa le sue poche cassette d’uva, contribuendo a un vino fatto dalle mani di tanti. Perché non conta la quantità, ma il valore di ciò che si condivide.
“Le sberle”. «Di imparare non si finisce mai», i versi di Gianni Rodari aprono una riflessione sul valore della fragilità. Partendo dall’esperienza della cooperazione sociale e attraverso la storia di Marco, il monologo ci interroga su cosa significhi restare accanto all’altro quando non esistono soluzioni semplici, trasformando le ferite in crescita reciproca.
A conclusione della serata, il racconto, elaborato da TOP ad hoc per l’occasione, della storia alle radici di Alambicco.
“Abbiamo fatto un sogno ( . . . con la Z)”. A volte le grandi storie nascono da piccoli incontri. È quello che accade a un giovane di Conselve, capace di trasformare un’esperienza di gioventù in un progetto per un’intera comunità. Un racconto a due voci che, tra emozione e dialetto veneto, parla di disabilità, dignità e solidarietà. Soprattutto, racconta la differenza profonda tra fare qualcosa per qualcuno e fare qualcosa con qualcuno. Perché basta un seme per far crescere una foresta.
