Il “Laboratorio di teatro in lingua romena” – condotto ormai da diversi anni dal nostro Pierantonio Rizzato, regista di TOP Teatri Off Padova e del Teatro Popolare di Ricerca-CUT, e rivolto agli studenti del Dipartimento di Studi linguistici e letterari dell’Università di Padova – quest’anno ha portato i giovani studenti partecipanti in Spagna, ad Alicante, dove mercoledì 6 maggio alle 18 metteranno in scena presso la sala Paraninfo dell’Università di Alicante lo spettacolo “La ballata del fratello morto”.
Il percorso laboratoriale, giunto al decimo anno di attività, si propone di valorizzare la lingua e la cultura romena attraverso il teatro, e nasce dalla collaborazione attiva tra TOP, Teatro Popolare di Ricerca-CUT e docenti dell’ateneo padovano. Dodici gli studenti coinvolti quest’anno (dieci dell’Università di Padova e due provenienti da altri atenei), con il supporto didattico dei docenti Federico Donatiello, Dan Octavian Cepraga e Francesco Scalora, e l’assistenza di Beatrice Rugi.
Per la prima volta, accanto alla lingua romena, il laboratorio ha integrato anche il neogreco e l’albanese (nella variante arbëresh parlata nella Piana degli Albanesi, in Sicilia). Una scelta scaturita dalla natura stessa del testo portato in scena: un’antica ballata tradizionale diffusa nelle culture romena, greca e albanese, rielaborata per il palcoscenico da Pierantonio Rizzato insieme ai tre docenti.
“La ballata del fratello morto” racconta la tragica vicenda di una giovane donna – Doruntina, Voica o Aretì, a seconda della tradizione albanese, romena o greca – che, data in sposa a un lontano mercante, fa ritorno alla casa natia dopo anni, accompagnata inconsapevolmente dal cadavere del fratello maggiore. Solo una volta giunta a destinazione scoprirà, con immenso dolore, che tutti i suoi otto fratelli sono morti a causa della peste.
Durante la settimana ad Alicante gli studenti prenderanno parte anche a un articolato programma di attività, tra laboratori di traduzione, incontri e convegni. La performance si inserisce infatti nell’ambito del programma di mobilità BIP (Blended Intensive Programme), un percorso didattico innovativo e interdisciplinare che coinvolge per il secondo anno consecutivo l’Università di Padova, l’ateneo di Alicante, appunto, e l’università romena di Oradea. Nello specifico, “La ballata del fratello morto” è nel palinsesto del festival “Translation”, dedicato al tema “Il teatro, il cinema e la traduzione come fonte per l’indagine trasversale nelle scienze umanistiche”. L’iniziativa si propone di fornire strumenti trasversali per la ricerca nelle scienze umane attraverso un approccio interdisciplinare, dimostrando come teatro, cinema e traduzione possano costituire sia fonti di dati empirici sia strumenti metodologici per l’analisi dei fenomeni storici, culturali e sociali. In quanto pratiche profondamente legate alla dimensione collettiva, questi linguaggi coniugano creatività e osservazione della realtà, rivelando un forte potenziale pedagogico.
