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Sena Ridens

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Teatri Off Padova e Amistad saranno presenti alla rassegna “SENA RIDENS & SENA PHATOS” organizzata dall’Associazione Culturale Teatro del Cuore e il Comune di Feltre (BL) con due spettacoli teatrali:

- sabato 6 ottobre ore 21.00, presso il Teatro de la Sena (Feltre -BL), “LOST IN VENETO”. Lo spunto da cui prende la sua genesi “Lost in Veneto” è il tormento interiore di un veneto “spaesato”, quello stesso dell’attore e dei musicisti con lui in scena. È il tentativo di comprendere il presente di un territorio che la crisi ha costretto, come ogni altro, a guardarsi allo specchio e a fare i conti con un benessere economico e sociale percepito come dato acquisito e ora incrinatosi. Un territorio che ogni giorno si misura con nuove povertà e nuovi bisogni (immigrazione, disoccupazione, imprese fallite….), con la necessità di immaginare uno sviluppo che poggi su regole diverse e di uno sguardo più attento e amorevole verso il paesaggio. Così il Veneto diventa simbolo e metafora: una “terra dell’anima”, per citare il titolo di un famoso romanzo di Carlotto.  LOST IN VENETO di Massimo Carlotto e Loris Contarini, con Loris Contarini, musiche originali di Rachele Colombo e Paolo Valentini, eseguite dal vivo in scena, canzoni originali di Rachele Colombo, drammaturgia e regia di Loris Contarini.

- sabato 13 ottobre alle ore 21.00, presso il Teatro de la Sena (Feltre -BL), con “GRATIDUDINI”, monologo poetico e disincantato che mescola temi sociali di grande attualità attraverso il racconto della storia di una donna che si trova ad attraversare il mare in uno dei tanti barconi che partono dal Nord Africa per raggiungere le coste italiane. Un racconto al quale si alternano i testi delle lettere di operatori umanitari di Medici Senza Frontiere che riportano senza mediazione la loro testimonianza di vita. Ma il vero protagonista del racconto è la gratitudine, un sentimento difficile da riconoscere soprattutto al giorno d’oggi, ma visto come una grande opportunità etica per la società. Si può pensare di rovesciare le prospettive degli stili attuali, esposti alla frustrazione e solitamente segnati dall’ansia, solo nel riconoscimento sereno che l’esistenza è buona in sé stessa e non ha bisogno di essere meritata, e nel riscoprire che provare gratitudine per qualcuno o qualcosa è una via di liberazione dell’energia della vita. Lo spettacolo, una collaborazione con MSF, è volto alla sensibilizzazione dei conflitti dimenticati in atto nel mondo. Di e con Erica Taffara, Regia Gianni Bozza.

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